“Si chiama impresa perché è difficile”. In Italia, quasi l’80% delle aziende rientra nella categoria delle microimprese, spesso familiari, nate da iniziative personali di chi si inventa imprenditore, per ambizione o come conseguenza felice di un lavoro fatto bene. Spesso, senza avere una mappa precisa di quali difficoltà si incontreranno lungo il cammino. Un bel salto di responsabilità, passare da libero professionista o dipendente al fondare un’azienda e mantenerla per anni: dover discutere con soci, gestire gruppi di lavoro, organizzare marketing e vendite, pianificare strategie finanziarie e partnership, il tutto senza dimenticare risorse umane, benessere psicofisico ed etica professionale. E, magari, senza perdere la testa. Un libro che accompagna chi muove i primi passi nel mondo dell’imprenditoria, raccontando in modo semplice, diretto e con un pizzico di ironia gli ostacoli che si incontrano lungo il percorso di crescita di un’attività, tra spunti e suggerimenti pratici. Far crescere la propria azienda può essere impegnativo: ma del resto, si tratta sempre di una piccola impresa.
Archivi: Events
L’algoritmo dell’anima. Corpo, coscienza e trascendenza nella rivoluzione digitale (Queriniana)
Al cuore di questo lavoro è incastonata la coscienza, vista come esperienza complessa e dinamica influenzata da percezioni sensoriali, impulsi affettivi e interazioni con l’ambiente fisico e virtuale. Voltolin esplora come i media digitali stanno trasformando noi e il modo in cui viviamo e percepiamo le cose, nella quotidianità ordinaria così come nella vita spirituale. Tecnologie digitali e realtà virtuale, concepite come un’estensione del corpo e delle capacità umane, amplificano le esperienze sensoriali e offrono nuove forme di interazione con il mondo e con il trascendente: permettono esperienze immersive che coinvolgono profondamente corpo, mente e spirito. La nostra coscienza, allora, può estendersi oltre i limiti fisici. Ciò in fluisce anche sull’esperienza religiosa, perché i linguaggi digitali possono arricchire la nostra spiritualità, permettendoci nuove modalità di preghiera e contemplazione. Infine Voltolin esplora la coscienza come esperienza vissuta. I media digitali facilitano una comprensione più integrata della coscienza, intesa come un flusso continuo tra percezione, emozione e pensiero, e superano la separazione tra soggetto e oggetto, trasformando l’interazione tra coscienza e realtà.
Lo scriba del Faraone. E altre storie di vita quotidiana dall’antichità a oggi (Rizzoli)
Quando si parla di storia, il primo pensiero va quasi sempre ai grandi eventi, agli imperi, alle guerre, ai potenti che dominano i manuali scolastici e le fonti storiografiche. Ma, guardando oltre la superficie, tra le pieghe del tempo compaiono anche le persone comuni che spesso sono state protagoniste di avventure ed emozioni degne di essere scoperte e raccontate. Proprio per questo Costantino Andrea De Luca – giovane storico e divulgatore molto seguito e apprezzato – riporta alla luce quelle “vite senza nome” che hanno attraversato i secoli e che presentano incredibili somiglianze con la contemporaneità: uno studente odierno può così rivedersi in un collega medievale sofferente dopo una bocciatura; un innamorato può ritrovare i propri sentimenti nelle lettere di una coppia duecentesca; una moglie delusa può patire il medesimo dolore di una donna assira abbandonata dal marito.

Come nascono (davvero) i bambini oggi. Viaggio alla scoperta della Procreazione Medicalmente Assistita (Mimesis)
In Italia, una coppia su cinque non riesce ad avere figli in maniera naturale e, dal 2004 (anno in cui è stata approvata la Legge 40 che regola la PMA nel nostro paese) più di 217.000 bambini sono nati con la Procreazione Medicalmente Assistita. Per accedere ai trattamenti, molti si recano anche all’estero, dove la PMA è più evoluta o aperta anche a single e gay (oppure è legale la gestazione per altri, una pratica da noi molto discussa). La giornalista Raffaella Serini ha intervistato gli esperti e le persone – non solo coppie – che hanno beneficiato di questa opportunità, per fare chiarezza e sfatare alcuni dei tabù sull’argomento.
Chi si ferma si ritrova. Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno e non diventare un guru (Rizzoli)
Quando vorremmo iniziare ad approcciarci alla meditazione la nostra mente inizia a frenarci con un sacco di scuse: “Non ho tempo”, “Non so come si fa”, “Non fa per me”. Risultato: non iniziamo mai o, se troviamo la motivazione per iniziare, alla terza sessione abbiamo già gettato la spugna. E allora, come si fa? Luca Gonzatto si occupa da anni di consapevolezza e meditazione; conosce bene questi meccanismi di autosabotaggio, perché anche lui ha dovuto affrontarli e superarli, dopo che un brutto momento di crisi e burnout gli ha dato la sveglia. Con il suo tono scanzonato e divertente e la sua esperienza sviluppata sul campo, ci accompagna pagina dopo pagina ad avvicinarci alla pratica della meditazione, grazie a un metodo validato da Daniel Lumera e dal Lumera Institute: un percorso in quattro settimane per integrare la pratica meditativa nella nostra quotidianità troppo convulsa, partendo da soli 3 minuti al giorno. Senza nessuna pretesa di trasformarci in guru e senza voler fornire (finte) formule magiche per farci trovare la felicità, ma con l’obiettivo unico e imprescindibile nella sua semplicità di consentirci di stare finalmente bene con noi stessi e con gli altri. Prefazione di Daniel Lumera.

Diario di un brigatista. Romanzo di una lotta armata 1975-1977 (Edizioni Clandestine)
Ernesto Battistini è stato un militante delle Brigate Rosse dal ’75 al ’78. Dopo la sua scarcerazione decide di scrivere un memoriale con l’intento di riabilitarsi agli occhi della società, è l’occasione per fare un viaggio a ritroso negli anni della lotta armata. Il memoriale attraversa il sofferto e rocambolesco ingresso nelle BR, i delitti, i ferimenti, la missione da infiltrato all’università e gli amori clandestini. sempre in bilico fra due vite, quella onesta di operaio e figlio amorevole e quella criminale di combattente rivoluzionario, sarà costretto suo malgrado ad entrare in clandestinità alla morte della madre. Il sogno di entrare nelle Brigate Rosse si realizza quando trova il modo per far parte del commando che a Genova uccise il Giudice Coco. Siamo nel giugno del 1976. Da questo omicidio in poi, Ernesto diventerà sempre più braccio armato e mente dell’organizzazione. Nelle BR Ernesto troverà anche l’amore.
La sedia del drago. Violenza, tortura e morte nel Brasile dei generali (Lindau)
Scritto con il rigore di un saggio storico e il ritmo incalzante di un romanzo, “La sedia del drago” racconta un Brasile poco noto e molto distante dallo stereotipo turistico «spiagge, calcio e samba», ancora oggi molto diffuso: è il Brasile dei generali e di una brutale dittatura che, nel quadro geopolitico disegnato dalla Guerra Fredda, a partire dal 1964 avrebbe governato il paese per oltre vent’anni, torturando e assassinando gli oppositori politici, perseguitando intellettuali e artisti, discriminando il mondo LBGTQ, ed esercitando una censura pervasiva su ogni mezzo di comunicazione. Facendo ricorso a fonti testimoniali, agli archivi dei quotidiani e delle riviste dell’epoca, a documenti originali reperiti negli archivi di Stato brasiliani e negli archivi digitali desecretati della CIA e del Dipartimento di Stato USA, nonché ai ricordi personali dell’autore, le pagine di questo libro descrivono con straordinaria efficacia eventi e atmosfere di quegli anni cupi, l’organizzazione e i principi dell’apparato repressivo, il coraggio dei dissidenti, le sofferenze delle vittime e la crudeltà dei loro carnefici. Un angosciante viaggio nel cuore di tenebra dell’uomo.
La varietà necessaria del potere. Cooperazione e corresponsabilità come chiavi di successo delle organizzazioni (Guerini e Associati)
Per affrontare la complessità crescente del reale le organizzazioni devono aumentare la cooperazione grazie alla crescita e all’equilibrio del micro-potere tra le persone e aumentare la corresponsabilità grazie all’aumento e all’equilibrio del macro-potere tra shareholders e stakeholders. In analogia alla «Legge della varietà necessaria» di Ashby per cui «solo varietà può distruggere varietà», nel libro viene proposta la «Legge del potere necessario», per cui «solo potere può contrastare complessità». Per sostenere questa tesi sono descritte le esperienze della Compagnia di Gesù e della Toyota che sono state in grado di affrontare la complessità delle loro missioni operando su self-leadership, auto-attivazione, cooperazione e corresponsabilità. La legge del potere necessario ci indica una direzione chiara: l’aumento della complessità non si affronta con soluzioni quali accentramento dei poteri e nuove posizioni di controllo, ma con un allargamento e con l’equilibrio dei poteri. Una via che riconduce alla irriducibile battaglia tra lato oscuro e lato chiaro del potere della saga cinematografica di Guerre stellari: il lato oscuro fa proprio il motto «il fine giustifica i mezzi», mentre il lato chiaro ne sottende un altro: «abbi cura dei mezzi e il fine avrà cura di se stesso».
Il Marketing della birra. Dalla teoria alla pratica, come trasformare la birra in un business di successo (Edizioni LSWR)
Sebbene consumata fresca, laddove non addirittura gelata, la birra è un tema caldo che stuzzica un numero crescente di imprenditori, giovani e diversamente giovani. Questo compendio è frutto della poliedrica estrazione dell’autore, uomo di birra a tuttotondo: sommelier, consulente commerciale e comunicatore.
Il risultato di questa miscellanea di elementi è un libro che si muove con agilità felina dalla teoria alla pratica, analizzando e commentando casi studio reali.
Una lettura che si propone come stella polare per tutti i marketers (e presunti tali), affascinati da questo settore così in fermento, e per tutti gli imprenditori curiosi e ambiziosi, che non smettono mai di imparare e mettere in pratica. Quello della birra italiana è un mondo che può dare molte soddisfazioni di business.
Per farlo in maniera sostenibile, economicamente parlando, è necessario un approccio nuovo, scevro da pregiudizi e integrato col marketing, in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle più alternative.
Nessuna delle quali – piccolo spoiler – nuoce alla salute d’impresa.
E prese fra le dita la notte (Lindau)
Questa è la storia di Giuseppe, ma è anche la storia di chi la narra; è la storia di un’istituzione (il manicomio prima di Basaglia) e di un periodo storico. È il racconto di una ricerca sul campo (una vera e propria inchiesta) e il diario di un’ossessione (quella dell’autrice per suo cugino internato a San Servolo, il manicomio di Venezia); è un romanzo corale in cui si intrecciano le voci di parenti e medici, internati, infermieri e testimoni involontari. Attraverso un’intensa narrazione polifonica, E prese fra le dita la notte ci restituisce i lineamenti, in apparenza sempre più a fuoco, ma nella realtà irrimediabilmente sfuggenti, di una vita perduta nel labirinto di una struttura concentrazionaria, specchio di una società repressiva.